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mercoledì 17 febbraio 2010

Sonorizzazione di una favola: fase finale

Terminate le registrazioni della realizzazione della sonorizzazione delle favole della classe 1C. I rumoristi, con la collaborazione del Prof. Redaelli Marco, e i lettori, con il supporto del Preside, hanno completato le loro performance. Durante la prossima settimana prenderà inizio la fase di montaggio sonoro che si completerà entro al fine del mese di Febbraio.  
A completare il prodotto finale verrà aggiunto un filmato, anch'esso in lavorazione, sul "making of" del progetto.
Stay Tuned!

lunedì 15 febbraio 2010

Veicolare

To all my peeps (students) I am happy for this moment of expressing my very, very conditional love for all of you . The wonderful Veicolare program can be difficult sometimes. More homework (I doubt this), more studying and even less of a social life. "mom why can't I chat for four hours like tommy?". 
Your other friends probably make fun of you and your bigger brother still punches in your face. Your mom wants you to translate a 50 page legal Italian document into English and your cousin in America still is incomprehensible. Does life still suck?,  yeah it still does. 

As you start and finish this strange adventure of Veicolare
you go through three phases. Let me explain them accordingly:

1^ media you have no idea where you are. Lost, confused and let's admit it you haven't even realised that you bring paper to school. "Yeah we get to colour again and have 4 hour recesses (intervallo)" sorry you are not in 6^ elementare. It's called Media. You think that all of your Veicolare teachers are crazy and too demanding. (like writing your name on homework). For the first three days of school you are angels the rest of the next three years;  monsters!


In 2^ you realize God gave you a brain and sometimes you even dare to use it. You realise you are no longer the small fish and you begin to be confident. Once in awhile you realise that school means to study and when this strange act happens you become uncontrollable. You want the world to know of such divine acts, you even tell me strange things like "Prof I studied"  WOW, YOU DID? CALL BERLUSCONI, CALL THE POPE!!!!!!!!     let's calm down a little bit. I hate to tell you this but you are a student and someone call me crazy but students Study.


In 3^ you realize you know everything there is to know about english (even more than me, and quite frankly thats impossible. Only Chuck Norris knows more than me! (If you don't believe me ask chuck norris) You no longer study and your over-confidence destroys all hope of progression. You think you are the coolest people in the whole world. "I'm veicolare I know everything ahahahah you guys are losers"     Unfortunately you are wrong but we've been telling that to you since 1^ media. Yes, you might know how to say your name and what colour your dog is. Maybe you think you deserve a cookie! I don't think so. You are expected to know more and YOU know it. Never settle for less!


You might ask yourself why Superman. (Well he used to be a student of mine.) Veicolare is like being Superman. On the outside your portray an average person. Maybe even looking like a nerd or even sfigato.(bad Italian) but underneath you have a deadly weapon. Your secret costume. Your greatest enemy is kryptonite. Your secret costume is your ability to communicate in a foreign language that must shine. This is no easy achievement; don't get too excited yet. No one knows your secret strengths except you. It could be your passion to learn or your motivation to always improve. The ability to learn grammar and apply them. To listen and respond with great ease.

If I good give you some advice it would be to practice your language as much as possible, study it, live it even dream it! Push yourself to the limit where you will see the fruits of your labor. Your kryptonite is your laziness and over confidence. Like all of us the key to learning a language is to overcome pride and welcome humility. Knowing you WILL make mistakes regardless what your classmates say or think. You all have the ability to do great things with your language capabilities. Communication is one of the greatest tools in human life. Wars and divorces to treaties and friendships, all these are formed around communication. Let this short experience of learning a new language increase your character to new limits. Encourage patience, tollerance and self-gratification.

A special note to 3^ this will be the last year that you are all together. Whether you like it or not enjoy this experience to the maximum. English is Easy...Easy peasy

Prof. Kone

martedì 9 febbraio 2010

Scrivere


Non so quale sia stata la molla che ha fatto scattare in me il desiderio di scrivere, ma sta di fatto che non passa giorno che io non senta irrefrenabile, incontenibile il desiderio di prendere carta e penna.
E’ una bramosia che diventa necessità “vitale” di fissare i pensieri, di renderli visibili, tangibili.
Quando scrivo è come se potessi toccare, sfiorare le mie riflessioni.
Afferro un’idea, la custodisco con cura nelle mie mani, la osservo attentamente mentre prende forma durante il trasferimento sul foglio bianco che l’accoglie e, rileggendo, scopro che ciò che mi viene restituito, ha tante sfumature che il pensiero stesso non era riuscito a farmi percepire.
Riguardando a distanza ciò che scrivo, scopro un mondo fatto di particolari, piccoli dettagli che raccontano frammenti della mia esistenza e che non potrei rivivere se non li avessi fissati e resi senza tempo.
Sono forse un po’ arcaica ed ho quindi bisogno di carta e penna, a quel punto la mano diventa prolungamento naturale della mia mente, la quale trattiene la penna che scorre guidata dal pensiero. Non riesco ad aver le stesse sensazioni con la tastiera del computer, questo è un limite mio, ma adoro avere un po’ ovunque e sempre a portata di mano, piccoli quaderni sui quali posso, nei momenti in cui semplicemente ne sento il desiderio, appuntare, fermare una parola, una frase, un pensiero.
Ho scritto queste parole per consigliare a tutti di mettere nero su bianco ciò che ritenete apprezzabile nella vostra giornata, fermarsi, meditare, ponderare, serve a frenare un po’ la smania, l’impazienza, la frenesia con la quale siamo abituati a vivere, serve a ritrovarsi, a prendersi un po’ di tempo per se stessi e perché no, ad evadere di tanto in tanto cercando nella propria immaginazione ciò di cui abbiamo bisogno.
La parola scritta mi ha aiuta a trovare i “perché”, a non perdermi, a tenere uno stretto contatto con me stessa e non importa a chi scrivo o che qualcuno legga ciò che scrivo, ciò che importa è che le parole si fissino sulla carta in una sorta di immobilità che però è anche continuo movimento perché le parole muovono i sentimenti, le emozioni, le immaginazioni, le menti.
Scrivere, leggere, spegnere ogni tanto la tecnologia e accendere il cervello.

Un sorriso Lucia Rusconi

mercoledì 13 gennaio 2010

Il Football Americano

Sul primo numero di Villovagando in versione cartacea (a tal proposito sappiate che è in lavorazione la seconda edizione che uscirà per la fine del mese), uno dei redattori aveva scritto un breve pezzo sul Football Americano all'interno della rubrica dedicata agli sport meno conosciuti dal grande pubblico.
Questo è l'articolo completo disponibile ora alla lettura.


Lo sport del mese: Football Americano


Il Football Americano nasce come variante del calcio nell’università di Princeton (New Jersey), e in seguito venne esteso ad altre scuole americane. Una partita è costituita da 4 quarti d’ora con un intervallo di quindici minuti tra il 3° e il 4° quarto e si gioca con una palla di cuoio ovale.
Lo scopo del gioco è avanzare fino a segnare un touchdown (6pt.) ovvero portare la palla sopra o oltre  la linea di meta, non vale se il giocatore cade a terra o viene placcato da un giocatore avversario. Se viene segnato si può calciare la palla tra i pali (una struttura a forma di Y) per guadagnare un punto extra; per avanzare di almeno 10 yards (9,1 m) ogni squadra ha 4 tentativi se non ce la fa deve passare dall’attacco alla difesa, oltre a queste due categorie ce n' è una terza, la speciale, che viene usata raramente, ad esempio per segnare un field goal (3 pt.) ,che significa sempre calciare la palla tra i pali.
Ormai quasi ogni capitale degli Stati Uniti ha una sua personale squadra di Football ad esempio: Dallas Cowboys, New York Giants, San Diego Chargers, Green Bay Packers, Chicago Bears, Washington Redskins, Miami Dolphins, Tampa Bay Buccaneers, Philadelphia Eagles, Pittsburg Steelers, Arizona Cardinals e molte altre ancora che appartengono alla National Football League (NFL) la quale organizza alla fine di ogni stagione sportiva il Super Bowl, nel quale si può competere solo se si superano i Play-Off, comunemente detti eliminatorie; la squadra che attualmente ha vinto più Super Bowl è i Pittsburgh Steelers che lo ha conquistato ben 6 volte, l'ultima l'anno scorso.

Attualmente si stanno svolgendo i Play-off ed è stato appena superato il primo girone di eliminazione, che ha visto vincitori i Cowboys, Jets, Chargers, Ravens, Colts, Vikings, Cardinals e Saints.
Questa domenica si è svolta la partita Philadelphia Eagles vs. Dallas Cowboys terminata con un 34-14 per i Dallas, nel secondo quarto è stato effettuato a favore dei Cowboys il TD di Philips #89, in seguito gli Eagles si pareggiano con il TD di Maclin #18; dopo pochi minuti il TD di Choice #23 e quello di Austin #19 e di Jones #28 insieme a due field goal portano in netto vantaggio i Cowboys.
Questa partita è stata svolta tra membri della National Football League che con la American Football League formano la NFL.

Franchini Joel

martedì 15 dicembre 2009

Santo Natale


Vi propongo alcune righe sul Santo Natale, forse poco convenzionali, ma che mi hanno offerto spunti di profonda riflessione, un sorriso
Prof.sa Rusconi Lucia  


“Natale è l’ultima festa che costringe ai conti. Non quelli degli acquisti a strascico, fino a espiare la tredicesima, fino a indebitarsi. Altri conti e con deficit maggiori si presentano puntuali e insolvibili. I solitari scontano l’esclusione dalle tavole e si danno alla fuga di un viaggio se possono permetterselo, o si danno al più rischioso orgoglio d’infischiarsene.
Ma la celebrazione non dà tregua: vetrine, addobbi, la persecuzione della pubblicità da novembre a febbraio preme a gomitate nelle costole degli sparpagliati. 
Natale è un atto d’accusa. Perfino Capodanno è meno perentorio, con la sua liturgia di accatastati intorno a un orologio con il bicchiere in mano. Natale incalza a fondo i disertori.

Ma è giorno di nascita di chi? Del suo contrario, spedito a dire e a lasciare detto, a chi per ascoltarlo si azzittiva. Dovrebbe essere festa del silenzio, di chi tende l’orecchio e scruta con speranza dentro il buio. Converge non sopra i palazzi e i centri commerciali, ma sopra una baracca, la cometa. Porta la buona notizia che rallegra i modesti e angoscia i re.

La notizia si è fatta largo dentro il corpo di una ragazza di Israele, incinta fuorilegge, partoriente dove non c’è tetto, salvata dal mistero d’amore del marito che l’ha difesa, gravida non di lui. Niente di questa festa deve lusingare i benpensanti. Meglio dimenticare le circostanze e tenersi l’occasione commerciale. Non è di buon esempio la sacra famiglia: scandalo il figlio della vergine, presto saranno in fuga, latitanti per le forze dell’ordine di allora.
Lì dentro la baracca, che oggi sgombererebbero le ruspe, lontano dalla casa e dai parenti di Nazareth, si annuncia festa per chi non ha un uovo da sbattere in due. Per chi è finito solo, per il viandante, per la svestita sul viale d’inverno, per chi è stato messo alla porta e licenziato, per chi non ha di che pagarsi il tetto, per i malcapitati è proclamata festa. Natale con i tuoi: buon per te se ne hai. Ma non è vero che si celebra l’agio familiare. 
Natale è lo sbaraglio di un cucciolo di redentore privo pure di una coperta. Chi è in affanno, steso in una corsia, dietro un filo spinato, chi è sparigliato, sia stanotte lieto. E’ di lui, del suo ingombro, che si celebra l’avvento.”

Erri De Luca

domenica 13 dicembre 2009

AVVENTO: attesa per la venuta di Qualcuno o di qualcosa?



E’ cominciato da due o più settimane l’Avvento, ma forse nessuno o pochi se ne sono accorti.
L’ Avvento è un periodo di attesa per una venuta, quella di Gesù Cristo, ma di Lui sembra si siano perse le tracce. Guardando la TV, si vede gente che entra ed esce dai negozi con borse stracariche di regali, indaffarata ad individuare i doni più originali ed interessanti da far pervenire ad amici, parenti e conoscenti, nella speranza di essere ricambiati  in meglio. Nei discorsi prevale il tema di dove trascorrere le prossime vacanze natalizie.
E Gesù Cristo? Sembra che c’entri poco con il Natale, nonostante sia Lui il vero e unico motivo di questa festa. A Natale Gesù è il festeggiato. Il rischio è di lasciarlo nell’ angolo di un vago ricordo. Da più di duemila anni, ad ogni Natale, ci scambiamo gli auguri, ma sono gli auguri che nasca la speranza, la vita, l’amore, che Dio nasca nella grotta della nostra povertà?
Quante luci riempiono le vie e le vetrine in questo periodo! Ma sappiamo che la Luce è Gesù Cristo? Se interiormente restiamo al buio, a che serve addobbare la notte con variopinte luminarie? Noi cristiani mandiamo luce con la nostra vita?  Le nostre famiglie, il Collegio rassomigliano veramente a Betlemme? Si vede la stella cometa nei nostri occhi pieni di bontà?  Dalle case e dai luoghi di divertimento in questi giorni escono musiche che vorrebbero essere invito alla gioia. Ma di quale gioia? Spesso scambiamo il piacere con la gioia, che è il fremito dell’anima che giunge a Betlemme e vede Dio  e resta affascinata e coinvolta nella festa dell’amore puro. Sarà questa la nostra gioia? Sarà questo il nostro Natale?
Per viverlo così, ti invito a dedicare qualche minuto ai filmati annessi (filmato1 e filmato2).
E Buona Natale con la testa e il cuore



Don Romano

martedì 1 dicembre 2009

Matematica e filmati digitali


Da Warcraft a Miyazaki,  colori sfavillanti, personaggi inaspettati, paesaggi mozzafiato sono il frutto di alchimia tra arte, matematica, scienza e tanta cura nei particolari. 
Di questi delicati racconti o intriganti avventure forse la storia più avvincente è il come:
la ricerca nel campo dell’immaginario digitale.
Se volete saperne di più gustatevi questo interessante filmato di circa otto minuti estrapolato da una puntata di Quark.

Prof.sa Sala

lunedì 30 novembre 2009

Figli


Vi propongo alcune mie personali riflessioni dopo la lettura di questa poesia

"...

I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E benché vivano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:
La vita procede e non s'attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell'Arciere;
Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco". Gibran

Quante verità affascinanti, quante verità a cui tutti vorremmo tendere, ma quanta fatica in queste parole. Da figlia ho desiderato con bramosia: indipendenza fisica e di pensiero, da figlia avrei urlato queste parole per rinforzare il mio desiderio di autonomia. E ora che sono anche mamma il desiderio di assomigliare a questo modello di genitori così emancipato, si scontra con l’irrefrenabile desiderio di attutire i colpi, di proteggere, di evitare le ammaccature, perché dopo averli accuditi, curati, cullati, consolati dopo i primi inevitabili dolori, l’ansia, il timore che possano soffrire è ancora grande. Tutti noi genitori sappiamo che hanno diritto di vivere la loro vita con le gioie e i dolori che questa comporta, ma se torno con il pensiero a quando erano piccoli e avevano solo bisogno di essere amati, tutto il mio corpo è pervaso da dolcezza e desiderio di donare affetto.
“Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi e benché vivano con voi non vi appartengono.”
Sono parte di me e hanno la metà del mio patrimonio genetico, forse per questo riconosco in loro alcuni tratti di me, forse proprio per questo motivo ripeteranno alcuni dei miei errori e io non potrò fare nulla per salvaguardarli perché hanno diritto di scegliere, e di sbagliare con le loro gambe senza l’aiuto di nessuno, tantomeno il mio. Nessuno può dirci qual è il punto esatto che distingue la libertà dall’ incuria, l’attenzione dall’inosservanza, come si può riconoscere la propria presenza come ingombrante o assente? Chissà che mamma sono stata per i miei due figli così meravigliosamente diversi, proprio perché le combinazioni del 50% di DNA sono infinite, illimitate. Chissà se il mio arco si è teso abbastanza per farli volare più in alto possibile. Certo è che da quando sono nati mi tendo ogni giorno anche se ogni tanto vacillo e oscillo un po’, per sostenere con la mente e con il cuore le mie due frecce temerarie, così mie anche se non mi appartengono.

“L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane. Affidatevi con gioia alla mano dell'Arciere;

Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco".

Spero che la vita non sia troppo dura con loro e che l’Arciere vegli sempre sul loro volo.
Prof. Rusconi


lunedì 16 novembre 2009

Il crocefisso in classe

Lettera a Gesù in Croce
Oh Signore!!!
Sei morto sulla croce e anche dalla tua croce non hai pace.
Hai cercato di renderci migliori, di amarci senza condizioni e già nei pochi giorni della tua vita, sei stato giudicato “sovversivo”.
I cristiani si sono riconosciuti in te, hanno affidato alla tua Passione la loro salvezza e la Tua presenza, nei nostri luoghi di vita, è diventata il simbolo del cammino doloroso che dobbiamo compiere per raggiungere la salvezza eterna.

Da quella croce, dalla stessa dalla quale hai urlato con amore nei nostri confronti “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”, hai accettato in silenzio il tuo compito.
La condanna a morte, ma non solo, la tortura, la derisione, l’incoronazione di spine.
Chi sa amare di un amore vero e assoluto, tace, e per amore, muore.
E’ così che la Croce, simbolo della religione che ci accomuna, è entrata nelle case, nelle scuole, negli uffici negli ospedali.
Da quella croce hai lasciato questo mondo, consegnandolo agli uomini, e ora cosa ci rimane?
Un vangelo che poco conosciamo, un sudario e una Croce contrastati
Quante scempiaggini, idiozie, guerre, cattiverie ci saremmo evitati se solo ci fossimo soffermati ad ascoltare con il cuore e con profonda meditazione la Tua Parola.
Tu hai creduto in noi e forse questo è stato un atto di ingenuità, tant’è che oggi, gli uomini, hanno deciso di eliminare quel simbolo per evitare che altri uomini possano sentirsi offesi, ingiuriati e violati dal tuo amore.
La cosa più sorprendente è “come” il simbolo di redenzione è stato eliminato, fatto sparire, con una semplice sentenza, da parte di un giudice che ne vede l’esposizione come un “ostacolo alla libertà religiosa”.
Sicuramente non può sentirsi offeso il cristiano che vi riconosce lo straordinario messaggio d’amore, non può sentirsi offeso il credente che ne riconosce il valore universale di chi spalanca le braccia a tutti perché nessuno si senta escluso, non può sentirsi offeso il credente di un’altra religione che anzi, può avvertire la minaccia da una sentenza che domani potrà colpire persone di altro credo.
La storia si ripete, allora, Ponzio Pilato, oggi, un giudice di Strasburgo, lavandosene le mani, hanno decretato la tua scomparsa, in Giudea da vivo, a Strasburgo da morto, in entrambi i casi l’uomo ti ha inflitto ferite letali.
Io lo so che continuerai a proteggere i nostri bambini, i malati e tutta l’umanità perché non è sufficiente eliminare il tuo simbolo per cancellare e farti rinnegare il tuo amore per gli uomini.
Tu non eri un uomo qualunque, ma uno super, che non ha avuto bisogno di curatori di immagini per mantenere viva la tua traccia nei cuori dell’umanità per più di 2000 anni.
Non dimenticarti però che noi siamo fatti “solo” a tua immagine e somiglianza e abbiamo ancora bisogno che ci indichi la Via.
Un sorriso Lucia

mercoledì 11 novembre 2009

A proposito di Facebook


Vorrei tentare di dare alcune indicazioni a genitori e alunni, a proposito dell’uso di questo social network.
Sentendone parlare in modo decisamente contrastante (malissimo da chi non lo usa, benissimo da chi lo usa!), ho deciso di scoprire, data la mia curiosità, se esiste una verità in mezzo a questi due schieramenti e quindi ho aperto la pagina e mi sono iscritta.
Premetto che considero FB uno strumento di comunicazione e proprio perché “strumento” non può avere insiti attributi quali buono o cattivo, ma può solo subire la caratterizzazione determinata da chi lo usa.
Esattamente come un martello che, usato per piantare chiodi su una parete da decorare con una composizione di quadri, diventa strumento costruttivo, se invece lo si usa per distruggere in modo inconsulto qualche oggetto, ecco che lo stesso strumento assume una connotazione distruttiva.
Precisato questo, i primi giorni ho cercato di capirne il funzionamento e le potenzialità, quindi ho tentato di dare una precisa finalità ai miei interventi.
Sul proprio profilo si può scrivere, pubblicare foto, filmati, link ecc. e di conseguenza è importante sapere ciò che si vuole far passare di sé.
Ho cercato “amici virtuali” tra i miei reali amici, è buffo chiedere l’amicizia a chi ti è già amico nella vita di tutti i giorni, ma FB funziona così e decisamente questo è un aspetto positivo in quanto nulla accade se non vuoi che accada.
Troppo lungo sarebbe spiegare come e quante persone compaiono oggi sulla mia lista, molto meglio dire che dopo un anno ho circa 110 amici virtuali (pochissimi rispetto ai migliaia che collezionano i ragazzi), tra questi ci sono anche molte persone che non conosco direttamente, con le quali ho rapporti epistolari, tra questi figurano medici, giornalisti, scrittori, ma anche casalinghe, ragazzi, mamme che, leggendo ciò che scrivo sentono di condividere le loro esperienze con me.
Donne che hanno in comune con me l’incontro ravvicinato con una terribile malattia, il cancro, che ha cambiato la mia vita ed ecco trovata la finalità dei miei interventi.
Quando mi sono ammalata ho affrontato un periodo molto difficile dal quale sono uscita senza troppe ammaccature anche grazie all’aiuto prezioso che hanno saputo darmi le persone che mi sono state vicine, attraverso FB riesco a dare ad altri la serenità, la voglia di vivere, la gioia e la forza di combattere che la malattia mi ha lasciato.
Ho avuto anche la fortuna di incontrare un gruppo di ragazzi leucemici con i quali sono in costante contatto, che attraverso FB comunicano con il mondo, dalle loro stanze sterili, ragazzi fantastici che sanno scrivere e condividere con gli altri le loro esperienze dolorose in modo equilibrato e obiettivo.
Ogni tanto la tastiera lascia il posto al telefono attraverso il quale si può comunicare in modo più personale e se qualcuno ha bisogno di me io ci sono.
Facebook non è il diavolo, noi adulti, genitori ed insegnanti non dobbiamo vietare tout court, dobbiamo invece attrezzare i ragazzi fornendo loro gli strumenti culturali appropriati, in modo che siano in grado di riconoscere ciò che è bene da ciò che è male, perché ragazzi, questo lo dovete sapere, c’è anche chi si approfitta della vostra giovane età per carpirvi notizie che non dovreste dare.
Quindi ai genitori dico che come sempre dovete “vigilare” sui vostri figli, ma non demonizzate ciò che loro amano, cercate anche voi di conoscere, forse potrete trovare uno spazio in più per  conoscere e sperimentare la comunicazione dei vostri figli.
Ai miei ragazzi delle medie (pardon! della secondaria di primo grado) dico di tenere gli occhi e le orecchie sempre ben aperti e….di .cercare soprattutto il contatto reale con i vostri coetanei.
Come finisco sempre i miei interventi su FB
Un sorriso

Prof.sa Rusconi   


venerdì 23 ottobre 2009

La tecnologia a scuola. Prima parte: la simulazione nell'apprendimento

E' un tema di sicuro interesse, non solo per gli addetti ai lavori ma anche per i suoi fruitori finali (gli allievi) in virtù del fascino che la tecnologia è in grado di esercitare quando riesce a facilitare la comprensione della natura e dei suoi fenomeni.

Innanzitutto cos'è la simulazione nell'apprendimento? Per simulazione possiamo intendere "una rappresentazione interattiva della realtà basata sulla costruzione di un modello, di un sistema del quale si vuole comprenderne il funzionamento". Bene, ora applichiamo questa definizione al lavoro di un docente quando si trova a dover spiegare ad una classe un determinato fenomeno o concetto e otterremo la simulazione nell'apprendimento.

Dopo anni in cui il cosidetto "E-Learning" sembrava dover stravolgere il mondo dell'apprendimento, si è capito che forse ci si era concentrati troppo sulla "E" (elettronico) e molto meno sul termine "Learning" (apprendimento). Per cui scoppiata la bolla della novità di questa nuova ipotetica frontiera, si è capito che occorreva ripensare il ruolo delle tecnologie non limitandolo solo al trattamento delle informazioni, ma bensì a quello dei concetti e dei relativi modelli mentali.

Le nuove tecnologie infatti permettono di raggiungere forme di interattività decisamente più evolute di quelle concesse dagli strumenti ipertestuali. Non si tratta semplicemente di "navigare" tra le informazioni e i concetti ma di poterci "metter mano" in una dimensione più laboratoriale e sperimentale capace, attraverso la risoluzione di problemi e l'interazione con le sue variabili, di ristrutturare e potenziare i modelli mentali.

I docenti della scuola media hanno cominciato a esplorare questo mondo della simulazione nell'apprendimento e già quest'anno qualche docente, con l'assistenza del Preside, si potrebbe cimentare nell'uso di queste tecnologie.
Chiaramente le discipline che meglio si prestano a questa metodologia e per le quali si possono trovare molti più sussidi sono quelle a carattere scientifico (scienze, matematica, tecnologia e via dicendo).
La lingua ufficiale di questa nuova frontiera è l'inglese e ciò è dovuto al fatto che i software simulativi provengono per lo più da università americane.
La maggiorparte dei software di simulazione si rivolgono per lo più ad argomenti che solitamente vengono affrontati nelle superiori ma anche per la secondaria di I° grado è possibile trovare qualcosa di interessante.

Per dar modo di capire e interagire con quanto detto fino ad ora lascio due interessanti link da scoprire.
1) www.explorelearning.com
(sito ricco di ambienti simulati divisi per disciplina e livello, tutto in lingua inglese. Richiede per essere utilizzato di una registrazione free e dell'installazione, se non lo avete già, del plug-in Adobe Shockwave)
2) www.demonstrations.wolfram.com
(sito ricco di ambienti e fenomeni simulati, tutti in lingua inglese. Richiede di scaricare il software free Mathematica 7+ oppure mathematica Player)
Buon divertimento!!

Il Preside