venerdì 1 ottobre 2010

DELLE TRAPPOLE INTERNETTIANE

Riporto con piacere un interessante riflessione di un genitore "tecnoattento" in merito all'uso delle tecnologie.
Buona lettura!

DELLE TRAPPOLE INTERNETTIANE
Il mio lavoro è a metà tra il mondo dei media e quello di internet, e posso dire di conoscere molto a fondo entrambi gli ambienti. Ne conosco sia gli aspetti culturali che quelli tecnologici ma per la natura del mio lavoro anche quelli diciamo così, “sociali”, ovvero di come le persone utilizzino i contenuti oggi fruibili attraverso radio televisione e web per le loro attività quotidiane, e di come questi contribuiscano a cambiare i comportamenti di ciascuno in modo più o meno radicale.
Spesso attingo molte delle informazioni proprio chiacchierando con le persone, chiedendo loro come accedano al web, a quali contenuti siano più interessati, se conoscano o meno questo o quel sito, quali dispositivi elettronici utilizzino, eccetera.
Devo dire che negli ultimi anni uno dei miei “campioni di audience” preferiti è mia figlia, allieva quest’anno di 2a “media”, cresciuta anche grazie al Collegio in un ambiente dove l’accesso alla tecnologia è particolarmente facilitato, e osservo come la sua generazione stia metabolizzando con la più assoluta naturalezza mezzi di informazione e modalità di scambio di contenuti che non erano nemmeno esistenti appena 5 o 6 anni fa. Con lei ma anche con le sue amiche quando vengono a casa nostra a cena oppure in auto in qualche trasferta più lunga  se riesco sposto la conversazione e mi faccio raccontare che musica ascoltino, quali contenuti e siti vadano a visitare, come facciano a trasformare un artista semisconosciuto in un record di ascolti senza passare per le radio, eccetera. Molto istruttivo, e spesso sorprendente, giuro.
Sinceramente però la mia osservazione ha anche una funzione di “vigilanza preventiva non invasiva”, visto che come è noto l’accesso al mondo di internet non è immune da pericoli anche gravi, sia purtroppo per la possibilità reale di avere contatti con persone poco raccomandabili che per quella di poter accedere a contenuti decisamente inadatti a un ragazzo di questa età. O anche di un adulto. Chiedo, cerco di capire, mi informo, lancio spunti di discussione, eccetera.
Così, chiacchierando sul tema di come si procurassero la musica da caricare nei loro onnipresenti dispositivi portatili ho scoperto che molti ragazzi utilizzano sui propri computer software come LimeWire o Emule, normalmente senza alcun “parental control”. Addirittura ad un’amica di mia figlia era precluso l’accesso a Facebook poichè veniva considerato dalla famiglia un ambiente potenzialmente pericoloso per contatti indesiderati (cosa tutto sommato peraltro invece relativamente poco probabile), ma le era tranquillamente consentito l’utilizzo di LimeWire per scaricare la musica.
Alla quarta o quinta volta in cui ho riscontrato questo stato di cose mi è sembrato utile pubblicare un segnale di moderato allarme su Villovagando, per mettere in evidenza quanto sconsigliabile sia lasciare ai nostri ragazzi l’accesso a questo tipo di componenti software.
Limewire, come Emule, Torrent e derivati, DC++, Gnutella sono solo alcuni delle decine di software che appartengono alla categoria coseddetta “peer2peer”, il cui più famoso rappresentante è l’ormai defunto Napster. Sono applicativi che vengono utilizzati da milioni di utenti in tutto il mondo per lo scambio (sottolineo: illegale ovunque ci sia copyright) di contenuti quali musica, film, immagini, libri elettronici giochi ed altri software.
Se il download di una canzone di Lady Gaga attraverso questi mezzi non ha altri pericoli che eventuali sanzioni per violazioni delle leggi sul diritto d’autore, unitamente alla nefasta ripetizione del nome Alejandro per un numero di volte che tende a infinito, devo però evidenziare energicamente che attraverso questi sistemi, con la massima facilità e a volte anche involontariamente è possibile scaricare contenuti di natura pornografica, violenta, razzista, estrema in ogni forma, unitamente all’elevata probabilità di compromettere il funzionamento dei propri computer con virus in modo a volte irreparabile per i propri dati.
A titolo rafforzativo specifico che mia figlia è dotata di un suo computer portatile e io e mia moglie ne consentiamo l’utilizzo senza filtri o limitazioni (purchè non a scapito degli impegni scolastici e la quantità di tempo non raggiunga livelli poco ragionevoli). Ha un suo profilo su Facebook, usa messaggistica istantanea come Messenger, non ho installato blocchi all’accesso ai siti. Ebbene: una delle pochissime cose che ho sempre evitato accuratamente di renderle accessibile, con la spiegazione chiara del motivo, è proprio l’uso dei software come quelli suelencati. Con questi mezzi è troppo elevata la facilità di accesso ripeto anche involontario a contenuti offensivi, sgradevoli, detestabili, violenti e non ci sono parole abbastanza nel vocabolario per definirne quanto ne sia inopportuno il contatto, anche per gli adulti.
Se i vostri/nostri figli desiderano, come è naturale e ormai irreversibile, contenuti digitali per le loro diavolerie elettroniche, soprattutto musica, non posso che dare 3 alternative:
a)      COMPRATELA: la musica ed i giochi via web possono essere acquistati su iTunes, sul sito di Radio DeeJay, su Amazon, come file digitale da scaricare in pochi minuti o come supporto fisico; costa poco, si ottiene in un attimo e non si incorrerà mai in problemi per copyright e diritti di autore o di funzionamento.
b)      Se siete capaci e ve ne assumete la responsabilità (anche educativa) SCARICATELA VOI; usate questi software, ma non lasciateli nelle mani dei vostri ragazzi. Fatevi fare una lista di canzoni desiderate, scaricatela, VERIFICATE IL CONTENUTO, e trasferitela con una chiavetta, sperando che nella lista non ci sia il tenebroso Alejandro. Cmq se sapete come si fa ad usare queste cose, sapete anche bene di cosa sto parlando, e probabilmente per chi risponde “b” tutto questo intervento è superfluo
c)       Se proprio volete fornire loro degli strumenti da utilizzare in autonomia esistono alternative possibili, comunque illegali ma che non hanno rischi di natura legata a contenuti inappropriati; questo blog ovviamente non è la sede per tenere un corso di hacker e pirati multimediali, quindi mi limiterò a dire che esistono utility di utilizzo semplicissimo per trasformare i video di YouTube in musica da caricare su iPod e compagnia. Diteglielo. Loro poi sapranno come fare. Garantito.

Spero che questo intervento, invece di creare allarme e panico ingiustificato, offra uno spunto di riflessione utile per genitori magari un pò meno avvezzi al mondo della tecnologia, e aiuti a tappare una falla di pericolo prima che emergano danni più gravi.

Naturalmente sono a disposizione per qualunque chiarimento od approfondimento a chiunque ne faccia richiesta: il mio indirizzo di posta è robertoa@videora.net.
Un papà tecnoattento.

3 commenti:

oofly ha detto...

Ho letto con particolare attenzione l'articolo, ringrazio questo genitore “tecnoattento” e condivido nella sostanza ciò che ha scritto.
Io punterei sulla soluzione A, penso seriamente dobbiamo “togliere” dalle nostre abitudini ciò che è illegale ed educare i nostri ragazzi all'onestà.
Per ciò che riguarda Alejandro, beh che dire, io ho degli attacchi di panico e ansia alla centesima ripetizione, ma io non ho 13 anni!!!!! Ahimè
Un sorriso Lucia

Anonimo ha detto...

grazie.... e... touchè ;-)

Unknown ha detto...

Grazie Roberto per le tue riflessioni. Da "essere preistorico" qual sono vivo ancora il piacere di acquistare i CD della musica che amo e quelli che i miei figli ascoltano (confesso ho comprato il CD di Lady Gaga ed è stata la colonna sonora di una vacanza in Scozia!!), ne sfoglio il librettino delle foto e testi, e magari li canto anche....ammetto di non essere così aggiornata sulle modalità di come si scaricano file multimediali a cui hai fatto riferimento tu (e relativi rischi!) se non l'acquisto banale ed onesto dal sito di itunes. Noi genitori siamo proprio bizzarri, ci agitiamo per le cose innocue (facebook)e non vediamo pericoli ben più seri o peggio, assecondiamo azioni illegali come la pirateria informatica.
Un carissimo saluto, grazie Raffaella