giovedì 3 dicembre 2015

Scienze

Vi propongo la lettura di due "racconti scientifici" scritti dai ragazzi di 1^D.
Prof. Paola Magni
Lo scorpione



Io sono un artropode e sono velenoso ci sono più di 2000 specie dei miei parenti scorpioni e abbiamo una coda segmentata che termina con un pungiglione da cui di solito viene iniettato il veleno. Io abito nel deserto perché così posso mimetizzarmi…. sono di colore oro. Di solito quando mi sveglio alla mattina vado ad avvelenare qualche umano stupido che mi vuole uccidere. Il mio migliore amico è uno scorpione di caverna però, come tutti sanno gli scorpioni di caverna, non ha gli occhi quindi lo aiuto molto giusto appunto è mio amico. Mio padre è alla massima lunghezza degli scorpioni cioè 20cm compresa la coda.

Mio fratello scorpione Microtityus fundora è di 12mm è una delle specie più piccole.

Io un giorno come tutti i giorni ho punto una persona ma quella persona mi cadde addosso schiacciandomi quando uno scorpione muore è come se non succedesse niente perché siamo talmente tanti che nemmeno ci si riconosce.

   
La zanzara



Io sono una zanzara, mi chiamo zanzara Andy sono la più rompiscatole e mangiona del nido (siamo in 300) quando mio padre (il capo delle zanzare) viene a svegliarmi io inizio a raccontargli di tutto di più. Abito in un ambiente completamente antropizzato: New York. Ogni tanto vado in giro per la città a rompere le scatole a qualche altro insetto per esempio il calabrone dico che è grasso, all’ape chiedo perché sta sempre a lavorare ecc.

Vado sempre a punzecchiare qualcuno: a Manhattan ci sono tanti che hanno il sangue troppo antropizzato ha quasi il sapore dei gas di scarico, quindi vado poche volte lì preferisco China Town, lì hanno il sangue squisito. Un giorno ho attaccato un bambino, è stata una lotta eterna , purtroppo il colpo di grazia me lo ha dato la madre. Ora sono ricoverato in ospedale ma appena uscirò continuerò la mia vita di prima.  


 

TECNOLOGIA

Esercitazione con i solidi, costruzione di un dodecaedro.
Prof. Barbara Cavaletti



domenica 29 novembre 2015

Favole e proverbi

Brevi favole scritte dagli alunni di 1^B e D
Buona lettura
Prof. Giorgia Ceppi

Il cacciatore e i lupi
Di Angelica Berardi, Martino Domenicali , Andrea Locati , Cecilia D’Amora

Un cacciatore andò nel bosco e incontrò un lupo, lo uccise e lo portò a casa sua come trofeo. Il giorno dopo tornò nel bosco perché, il giorno prima, la battuta di caccia era andata bene e voleva altri trofei.
Trovò due lupi e, ingordo com’era, li volle uccidere tutti e due ma, dopo il primo colpo di fucile, i due scapparono e lui rimase a mani vuote.

Questa favola insegna che chi troppo vuole nulla stringe.
 
La formica e la briciola di pane
Di Emma Ripamonti, Alves e silva Anderson e Riccardo Colabucci
C’era una volta una formica che non riusciva a portare al formicaio una briciola di pane. Due formiche che passavano di lì le dissero che l’avrebbero volentieri aiutata ma in cambio si sarebbero prese due terzi della briciola di pane. La formica, ingorda ed egoista, rifiutò perché  voleva la briciola tutta per sé.
Alla fine la formica non riuscì a portare al formicaio la briciola di pane e fu costretta a tornare a casa a mani vuote.
La favola insegna che chi troppo vuole nulla stringe.
 
 
Le animpiadi
Di Pietro Maggioni,  Alfonso Giuliani,  Serena Fiumanò,   Edoardo Olivieri

C’ era una volta un gatto che pensava sempre e soltanto a sè e non aiutava mai gli altri. Si allenava per le “animpiadi”, le olimpiadi degli animali. i topi sentirono la notizia ed incominciarono anche loro ad allenarsi.
Un mese dopo iniziarono le animpiadi; la prima prova consisteva nell’ attraversamento di un fiume, ma non bisognava toccare l’ acqua.
Il gatto, sicuro della vittoria, parti’ per primo ma fallì mentre il gruppo di topi facendo un toponte, cioè un ponte di topi, arrivò sull’ altra sponda e guadagnò il primo posto.
La seconda prova consisteva nel raggiungere un traguardo. Il gatto ovviamente superò tutti ma il gruppo di topi fece la topulta, la catapulta di topi, così arrivarono al traguardo per primi.
Il gatto scontento scoprì che l’ unione fa la forza e così trovò compagni di gruppo con cui gareggiare.
La renna e l’elefante
Di Edoardo D’Alessandro, Filippo Calcaterra, Gabriele Bianchi e Fabio Crippa

Una renna si vantava per la sua bellezza ed un giorno un elefante le propose di fare una sfilata di moda.
La renna, sapendo di vincere, accettò con sicurezza e tranquillità e lo prese in giro per la sua stazza.
Quando arrivò il giorno della grande sfilata, l’elefante aveva un piano ben preciso per vincere: sfilare per primo. Con il suo peso infatti la passerella si ruppe in più punti e si crearono profonde crepe. La renna che sfilò per seconda cadde rovinosamente in uno di questi buchi. 
L’elefante vinse quindi la gara e con grande felicità disse alla renna : “Ride bene chi ride ultimo” perché la furbizia batte la bellezza.
 

martedì 10 novembre 2015

TECNOLOGIA

I ragazzi di prima alle prese con un'esercitazione pratica
Prof. Barbara Cavaletti





venerdì 2 ottobre 2015

Tecnologia

Motivi decorativi realizzati dai ragazzi.
Prof. Barbara Cavaletti



giovedì 14 maggio 2015

Tecnologia

Motivi decorativi: la simmetria
Prof. Barbara Cavaletti




















sabato 9 maggio 2015


Poche settimane fa le prime medie si sono recate in visita a Torino per conoscere meglio la città ed ammirare l’ostensione della Sacra Sindone. Presentiamo qui le riflessioni di alcuni alunni di 1A.
Prof. Luigi Arrigoni


 

Il primo aspetto sottolineato è stato quella dell’attesa di fronte al mistero della reliquia.

Entrando ho attraverstao una galleria lunga, mi sentivo protetta, come se Gesù fosse più presente nel mio cuore. (Alessia)

Ero sia impaurito che gioioso. (Thomas)

I ragazzi hanno poi descritto le emozioni, i pensieri, cosa hanno provato di fronte a un oggetto così importante per la storia religiosa.

Quando mi sono trovata davanti alla raffigurazione del corpo di Gesù ho provato una sensazione bellissima. Mi tremavano le mani dall’emozione. Quando ho guardato il telo la mia faccia sembrava quella di un personaggio quando guarda la bambina che ama. Ho pensato che le botte e le bastonate fossero realmente vere. Il telo mi ha fatto anche un po’ paura, per tutte le torture che Gesù aveva vissuto. (Sofia)

Provai un’infinita malinconia per il dolore che era rinchiuso in quel telo. Le emozioni furono tante ma non le distinsi appieno perché una vinceva sulle altre: era la tristezza. (Gaetano)

Era molto bello, era come se lui si trovasse lì vicino a me, quindi mi sentivo una persona nuova, più emotiva. (Riccardo)

Mentre il tempo passava anche le mie emozioni cambiavano. Mi impressionava vedere il telo perché pensavo a quanti anni possedesse. (Ludovica)

Si vedeva la pietà che aveva provato per noi, fino a farsi uomo e morire, nei suoi occhi si vedeva la bontà e la gentilezza. (Riccardo)

Quando mi sono trovata di fronte alla Sindone mi sono sentita piccola e insignificante, immersa in un’atmosfera cupa e solenne. (Sofia)

Quando mi trovai davanti alla Sindone provai un vortice di emozioni. Quel pover’uomo era morto per noi, per colpa di tutte le nsotre cattiverie e per il nostro egoismo. (Febe)

Mi sono sentita sola, nonostante fossi circondata da molte persone. Ero esterrefatta, triste e sincera. (Sofia)

Le marchiature sui polsi e le caviglie erano ben chiare, dimostrando quanto Gesù avesse sofferto per noi. (Alessia)

Ho provato stupore e gioia a fissare quel telo. (Margot)

Sentivo una gioia immensa scoppiarmi dentro. (Alessia)

L’esperienza non si è esaurita di fronte alla contemplazione. Ogni ragazzo ha conservato con sé un pezzetto di Gesù nel cuore.

Uscimmo dalla Chiesa e rimasi a lungo in silenzio scioccata e stupita. (Ludovica)

Dopo quell’esperienza ho iniziato a credere più di prima in Gesù (Filippo)

Infine ritornammo a casa con il bagaglio pieno di emozioni. (Thomas)

Con tale visita ho rinforzato la mia fede e l’amore per Gesù. (Alessia)

Tutte le sere ripenso a quanto ho visto. (Febe)