Prof. Barbara Cavaletti
giovedì 17 gennaio 2013
Riflessioni d'arte
Poche settimane fa, gli alunni di
2A e 2B si sono recati in gita all’Hangar Bicocca per affrontare un percorso di
approfondimento sull’arte contemporanea. Presentiamo qui alcune delle loro
riflessioni.
Prof. Luigi Arrigoni
All’esterno della struttura hanno
ammirato la scultura astratta di Fausto Melotti, La sequenza, realizzata nel 1981:
La sequenza è composta
da tre file di pannelli d’acciaio. Nella prima fila sono molto ravvicinati;
nella seconda i pannelli sono un po’ più distaccati; nella terza sono
completamente distanti. (Vittoria)
La sequenza
rappresenta una sequenza musicale melodica: è come un canto dolce che ti fa
rilassare (Andrea)
Melotti vuole
rappresentare la sequenza della vita, come quella delle note musicali. (Mattia)
L’opera vuole
rappresentare la vita, che è una sequenza continua; ci sorprende sempre come
una melodia. (Lorenza)
L’opera vuole
rappresentare la vita, che è piena di curve, pericoli, paure e crudeltà.
(Giada)
Alla scultura astratta
corrisponde un’emozione che prova l’artista. (Margherita)
Si andava dalla prima
torre, più curata, all’ultima, malconcia, brutta e storta: era come il cammino
della vita. (Alessandro)
Sono rimasto a
guardare le torri, stupito e impressionato dalla loro stabilità. (Francesco)
I palazzi erano
altissimi: sembrava un’illusione ottica, sembrava che il soffitto fosse
infinito. (Sofia)
L’artista vuole
esprimere la tristezza dell’abbandono definitivo delle case. (Margherita)
Ogni torre è sostenuta
da dei libri, che rappresentano la storia, che non va mai dimenticata.
(Francesco)
Ogni torre aveva un
simbolo che la caratterizzava. (Camilla)
Nella prima torre
c’erano dei quadri, che ricordavano i volti infranti dalla guerra. (Gabriele)
C’erano tante tele
bianche: ognuno poteva pensare e dipingere in quell’opera ogni suo pensiero.
(Giulia)
C’erano dei quadri
lasciati vuoti per poter esprimere le nostre opinioni. (Martina)
A terra l’artista
aveva appoggiato dei meteoriti: ricordavano come tutta la Germania fosse stata
bombardata. (Matteo)
Vicino alla seconda
torre mise dei sassi per rappresentare dei meteoriti che ricordavano tutti i
caduti. (Edoardo)
Con quelle case tutte
rotte, secondo le me torri assomigliavano alle favelas di Rio. (Camilla)
Kiefer voleva
comunicare a tutti gli spettatori di imparare dai propri errori prendendoli
come un riferimento per migliorare se stessi. (Alessandro)
Le emozioni erano
contrastanti: prima angoscia, paura e poi speranza. (Emanuele)
L’opera era molto
suggestiva: mi ha fatto capire che la vita non va sprecata, ma vissuta nel
momento. (Andrea)
La positività,
rappresentata dal bianco, combinata con la negatività, rappresentata dal nero,
forma il mondo d’oggi. (Mattia)
Ho provato sensazioni
molto diverse come felicità, paura, senso di stranezza. (Martina)
Ho provato tristezza,
mal di testa, sorpresa e noia. (Giulia)
Il percorso si è concluso nel
laboratorio. Agli studenti è stato chiesto di realizzare con diversi materiali
un’opera astratta che esprimesse le loro emozioni
Ho voluto
rappresentare la confusione che a volte provo nella mia mente. (Margherita)
Ho cercato di
esprimere la leggerezza della cose formando su un cartoncino nero ondulazioni
bianche e creando asterischi con il gesso. (Giulia)
Sul nero ho aggiunto
la lana e la carta bollata; sul bianco pezzi di cartoncino nero: significava
che il buono ha sempre qualcosa di negativo, mentre il cattivo ha sempre
qualcosa di buono. (Matteo)
Ho voluto
rappresentare l’Universo con dei puntini: i pianeti a occhio nudo possono
essere disordinati, ma nel loro ordine hanno un tempo preciso. (Alessandro)
4) La mia opera si
chiama Sentimenti infranti. Mi sono
ispirata ai sentimenti che provo quande cade la neve. La neve sono i sentimenti
che si infrangono sul fondo del disegno; le lacrime sono i pezzi di ghiaccio
che si sciolgono prima ancora di cadere. (Lorenza)
Ho disegnato un
nonsense: potrebbe rappresentare la vita senza senso di qualcuno che non ha
voglia di vivere. (Clara)
Ho provato a
rappresentare l’ordine, raffigurando le lancette che si mettono a posto.
(Mattia)
La mio opera si chiama
Explosion of Emotions. Raffigura un
nucleo centrale fatto con una spirale di colla vinilica (che rappresenta le
emozioni racchiuse nella mente) e pezzi di cartoncini neri su fondo bianco,
che, a “sequenza” esplodono verso l’esterno del foglio (rappresentano la
liberazione delle emozioni). (Sofia)
La mia opera
rappresenta la vita, che passa molto velocemente con momenti belli e momenti
brutti. C’è molto caos e la morte è dietro l’angolo. La spirale nel disegno
rappresenta la morte, gli scarabocchi rappresentano il caos e i trattini
rappresentano la vita che passa. (Giada)
venerdì 21 dicembre 2012
Donare
“Voi date poca cosa dando ciò che possedete.
E' quando date voi stessi che date veramente.
C’è chi dona del molto che possiede, e lo fa per averne riconoscimento, ma questo segreto desiderio rende bacato ciò che dà.
C’è chi dona con gioia e in quella gioia sta la sua ricompensa.
E c’è chi dà con sofferenza e in quella sofferenza sta la sua purificazione.
E c’è chi dona senza conoscere sofferenza, né ricercare gioia o merito alcuno.
E’ con le mani di persone siffatte che Dio parla, ed è da dieto il loro occhi ch’Egli sorride alla terra.
Buona cosa è dare quand’è richiesto, molto meglio quando nessuno chiede, donando per comprensione.
Tutto quanto possedete un giorno sarà dato.
Quindi date ora, così che la stagione dei doni possa essere vostra e non dei vostri eredi.
Sovente voi dite: "Vorrei dare ma solo ai meritevoli".
Le piante del vostro frutteto non dicono così e nemmeno le greggi del vostro pascolo.
Esse danno al fine di poter vivere, giacché trattenere vuol dire morire.
Chi merita di ricevere i suoi giorni e le sue notti, è certo degno di ricevere da voi ogni altra cosa.
E chi ha meritato di bere dal mare della vita, merita di riempire la sua coppa al vostro ruscello.
Quale maggior merito potrà mai esserci di quello che sta nel coraggio e nella fiducia, anzi nella carità di chi riceve?
E chi mai siete voi che gli uomini debbano strapparsi il petto e denudare il loro orgoglio così che possiate vedere nudo il loro merito e sfacciatamente la loro fierezza?
Badate anzi tutto d’essere voi degni di dare divenendo del dare uno strumento.
Poiché in verità è la vita che da alla vita, mentre voi, che vi reputate donatori, non siete che testimoni.
Quanto a voi che ricevete – e voi tutti ricevete - non caricatevi del peso della gratitudine che può diventare giogo su voi e su chi vi ha dato.
Piuttosto levatevi come in volo con chi ha dato e con i suoi doni.
Poiché dedicare troppo pensiero al vostro debito è dubitare della generosità che ha la terra feconda come madre , e Dio come padre.”
Cos’è il Natale se non il mistero d’amore. Il Padre che invia il Figlio in terra per la salvezza di tutti. Dono che non chiede riconoscenza, dono gratuito del Padre ai suoi figli. Questo gesto così impegnativo prende forma nella nostra vita ogni volta che doniamo l’unica cosa che ci appartiene realmente – il nostro tempo – per gli altri.
Casa sono tutte le ricchezze del mondo se non le possiamo condividere con qualcuno. Che significato hanno i doni “solo” acquistati, quelli senza amore dentro. Natale è una festa , una grande festa, facciamo sì che i nostri doni non siano solo l’espressione del nostro bisogno di non sentirci soli. Non cadiamo nell’inganno di sentirci giusti perché possiamo elargire cose, proviamo a vivere questi giorni nello stupore della ricerca della rivelazione.
“Voi date poca cosa dando ciò che possedete.
E' quando date voi stessi che date veramente.
C’è chi dona del molto che possiede, e lo fa per averne riconoscimento, ma questo segreto desiderio rende bacato ciò che dà.
C’è chi dona con gioia e in quella gioia sta la sua ricompensa.
E c’è chi dà con sofferenza e in quella sofferenza sta la sua purificazione.
E c’è chi dona senza conoscere sofferenza, né ricercare gioia o merito alcuno.
E’ con le mani di persone siffatte che Dio parla, ed è da dieto il loro occhi ch’Egli sorride alla terra.
Buona cosa è dare quand’è richiesto, molto meglio quando nessuno chiede, donando per comprensione.
Tutto quanto possedete un giorno sarà dato.
Quindi date ora, così che la stagione dei doni possa essere vostra e non dei vostri eredi.
Sovente voi dite: "Vorrei dare ma solo ai meritevoli".
Le piante del vostro frutteto non dicono così e nemmeno le greggi del vostro pascolo.
Esse danno al fine di poter vivere, giacché trattenere vuol dire morire.
Chi merita di ricevere i suoi giorni e le sue notti, è certo degno di ricevere da voi ogni altra cosa.
E chi ha meritato di bere dal mare della vita, merita di riempire la sua coppa al vostro ruscello.
Quale maggior merito potrà mai esserci di quello che sta nel coraggio e nella fiducia, anzi nella carità di chi riceve?
E chi mai siete voi che gli uomini debbano strapparsi il petto e denudare il loro orgoglio così che possiate vedere nudo il loro merito e sfacciatamente la loro fierezza?
Badate anzi tutto d’essere voi degni di dare divenendo del dare uno strumento.
Poiché in verità è la vita che da alla vita, mentre voi, che vi reputate donatori, non siete che testimoni.
Quanto a voi che ricevete – e voi tutti ricevete - non caricatevi del peso della gratitudine che può diventare giogo su voi e su chi vi ha dato.
Piuttosto levatevi come in volo con chi ha dato e con i suoi doni.
Poiché dedicare troppo pensiero al vostro debito è dubitare della generosità che ha la terra feconda come madre , e Dio come padre.”
Cos’è il Natale se non il mistero d’amore. Il Padre che invia il Figlio in terra per la salvezza di tutti. Dono che non chiede riconoscenza, dono gratuito del Padre ai suoi figli. Questo gesto così impegnativo prende forma nella nostra vita ogni volta che doniamo l’unica cosa che ci appartiene realmente – il nostro tempo – per gli altri.
Casa sono tutte le ricchezze del mondo se non le possiamo condividere con qualcuno. Che significato hanno i doni “solo” acquistati, quelli senza amore dentro. Natale è una festa , una grande festa, facciamo sì che i nostri doni non siano solo l’espressione del nostro bisogno di non sentirci soli. Non cadiamo nell’inganno di sentirci giusti perché possiamo elargire cose, proviamo a vivere questi giorni nello stupore della ricerca della rivelazione.
Riempiamoli di attesa, di
momenti speciali, dedicati a chi amiamo, a chi ci è vicino, mettendo sempre “tanto
amore dentro”.
Buon Natale
Lucia
venerdì 7 dicembre 2012
Recensione "Il segreto è la vita"
di
Virginia Esposito
Il segreto è
la vita è una specie di autobiografia vacanza rilassante con i suoi amici,
Alessandro scopre di averescritta da Alessandro Cevenini un ragazzo che fu uno studente del Collegio Villoresi San Giuseppe.
Nel giorno del suo 24° compleanno, dopo una una leucemia che lo costringe ad abbandonare gli
studi e l’affetto dei cari per andare in ospedale a curarsi.
Lì lo
informano della grave notizia, ma lui non fa altro che scherzare, non vuole che
i suoi amici si preoccupino o che i suoi familiari abbiano paura per lui. Non
si riconosce più, non è più lo stesso Alessandro.
sabato 1 dicembre 2012
II A-B-C all'hangar Bicocca
MOSTRA TEMPORANEA HANGAR BICOCCA - MILANO
I ragazzi durante il laboratorio, ispirati dalla visione di unidisplay, sono stati invitati a realizzare un elaborato visivo bidimensionale o tridimensionale assimilando quindi il processo creativo di Carsten Nicolai alle materie studiate in classe.
PERCEZIONI INVISIBILI
Carsten Nicolai nell’installazione unidisplay attraverso forme visive e sonore amplifica e rende visibile ciò che solitamente sfugge ai sensi dell’uomo. Invita quindi l’osservatore a riflettere sulla rilevanza e l’importanza di ciò che gli esseri umani non riescono a percepire, ma che, a livello scientifico, è materia imprescindibile per l’esistenza stessa delle forme organiche e inorganiche dell’universo a noi conosciuto e, a livello umanistico, motore primo della ricerca di nuovi modi di rappresentazione e narrazione da parte di artisti e letterati.I ragazzi durante il laboratorio, ispirati dalla visione di unidisplay, sono stati invitati a realizzare un elaborato visivo bidimensionale o tridimensionale assimilando quindi il processo creativo di Carsten Nicolai alle materie studiate in classe.
sabato 10 novembre 2012
Immagini d'arte
Indovinate l'autore! Elaborati dei ragazzi di 2^A
Prof. Letizia Antonietti
Prof. Letizia Antonietti
Segni dal mare, elaborati dei ragazzi delle prime non veicolari
Prof. Letizia Antonietti
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