giovedì 19 novembre 2009

Coraline e la porta magica





Esiste la famiglia perfetta? A questa domanda prova a rispondere "Coraline e la porta magica", un film d'animazione realizzato con la tecnica della stop-motion e diretto da Henry Selick, già regista di Nightmare Before Christmas, basato sul racconto "Coraline", scritto da
Neil Gaiman ed illustrato da Dave McKean (pubblicato in Italia da Mondadori nel 2002).
E' uscito negli Stati Uniti nel Febbraio di quest'anno ma in Italia è arrivato solo a Giugno. Il film è un horror per ragazzi e la visione è consigliata dalla scuola "media" in poi.  
Se volete saperne di più questo il trailer del film visibile su comingsoon.it 
Da vedere con i genitori!!



mercoledì 18 novembre 2009

Ancora "Munari"

Altri lavori sulla falsariga dei precedenti.

Prof.sa Antonietti


 



martedì 17 novembre 2009

Giochiamo?

“Più per meno meno”, cantava Jovanotti qualche anno fa in una bella canzone intitolata “Mi fido di te”. E se ce l’ha fatta Jovanotti a sdoganare l’algebra trovandovi la poesia per inserirla nei versi di una canzone, accanto ad arcobaleno, amore e felicità, allora possiamo farcela anche noi!
No, calmi: adesso non mettiamoci tutti a comporre un improbabile rap sulle proprietà delle potenze; esistono altri modi per “liberare l’algebra” dalla solita – immeritata - immagine austera e noiosa che a volte, dopo ore e ore di espressioni con i numeri relativi, noi stessi le attribuiamo. E così, forse, anche chi non è innamoratissimo della matematica riuscirà a vincere quel senso di smarrimento e vertigine che lo assale ogni volta che vede una sequenza di numeri, parentesi e segni vari.
Un gioco, ad esempio. Un gioco semplice e divertente, da fare come solitario o in due, magari in una bella sfida genitori-figli, magari – perchè no? –  lasciando spenta la tv per una sera.
Qui non basta conoscere la regola dei segni (quella la sa anche Jovanotti: più per meno meno, meno per meno più etc): qui conta la velocità, la prontezza di riflessi, l’astuzia, la visione d’insieme. Lo scopo del gioco è fare tris su un tabella piena di operazioni, scegliendo di volta in volta l’operazione che dia come risultato il numero che compare sullo schermo.
Si può scegliere l’operazione (addizione, sottrazione, moltiplicazione) e il livello (tris o cinquina, per i più coraggiosi). E così piano piano, attraverso il gioco, lontano da libro e quaderno e dal loro magico potere annoia-studenti, la familiarità con i numeri relativi si fa più profonda; ed ecco che a un certo punto, senza che ce ne accorgessimo, la regola dei segni è entrata nei nostri automatismi mentali: non ci fa più paura e ora non solo la conosciamo, ma anche la possediamo e, soprattutto, la usiamo. Giocando.

Il gioco si trova a questo indirizzo, fra i moltissimi siti di matematica interattiva che la Rete ci offre.
Non mi resta che augurarvi buon divertimento e... al prossimo gioco!


la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare
(jovanotti, 2005)


Prof.sa Ferrario

Assonometria

Ancora lavori di terza sull'assonometria cavaliera di un prisma.
Prof.sa Cavaletti


lunedì 16 novembre 2009

Munari

I ragazzi di 3B avevano un obbiettivo: produrre simmetria. Il volto, la sua struttura portante e ..."Munari" sono stati i loro ispiratori e guide in questi capolavori.

Prof.sa Antonietti




Il crocefisso in classe

Lettera a Gesù in Croce
Oh Signore!!!
Sei morto sulla croce e anche dalla tua croce non hai pace.
Hai cercato di renderci migliori, di amarci senza condizioni e già nei pochi giorni della tua vita, sei stato giudicato “sovversivo”.
I cristiani si sono riconosciuti in te, hanno affidato alla tua Passione la loro salvezza e la Tua presenza, nei nostri luoghi di vita, è diventata il simbolo del cammino doloroso che dobbiamo compiere per raggiungere la salvezza eterna.

Da quella croce, dalla stessa dalla quale hai urlato con amore nei nostri confronti “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”, hai accettato in silenzio il tuo compito.
La condanna a morte, ma non solo, la tortura, la derisione, l’incoronazione di spine.
Chi sa amare di un amore vero e assoluto, tace, e per amore, muore.
E’ così che la Croce, simbolo della religione che ci accomuna, è entrata nelle case, nelle scuole, negli uffici negli ospedali.
Da quella croce hai lasciato questo mondo, consegnandolo agli uomini, e ora cosa ci rimane?
Un vangelo che poco conosciamo, un sudario e una Croce contrastati
Quante scempiaggini, idiozie, guerre, cattiverie ci saremmo evitati se solo ci fossimo soffermati ad ascoltare con il cuore e con profonda meditazione la Tua Parola.
Tu hai creduto in noi e forse questo è stato un atto di ingenuità, tant’è che oggi, gli uomini, hanno deciso di eliminare quel simbolo per evitare che altri uomini possano sentirsi offesi, ingiuriati e violati dal tuo amore.
La cosa più sorprendente è “come” il simbolo di redenzione è stato eliminato, fatto sparire, con una semplice sentenza, da parte di un giudice che ne vede l’esposizione come un “ostacolo alla libertà religiosa”.
Sicuramente non può sentirsi offeso il cristiano che vi riconosce lo straordinario messaggio d’amore, non può sentirsi offeso il credente che ne riconosce il valore universale di chi spalanca le braccia a tutti perché nessuno si senta escluso, non può sentirsi offeso il credente di un’altra religione che anzi, può avvertire la minaccia da una sentenza che domani potrà colpire persone di altro credo.
La storia si ripete, allora, Ponzio Pilato, oggi, un giudice di Strasburgo, lavandosene le mani, hanno decretato la tua scomparsa, in Giudea da vivo, a Strasburgo da morto, in entrambi i casi l’uomo ti ha inflitto ferite letali.
Io lo so che continuerai a proteggere i nostri bambini, i malati e tutta l’umanità perché non è sufficiente eliminare il tuo simbolo per cancellare e farti rinnegare il tuo amore per gli uomini.
Tu non eri un uomo qualunque, ma uno super, che non ha avuto bisogno di curatori di immagini per mantenere viva la tua traccia nei cuori dell’umanità per più di 2000 anni.
Non dimenticarti però che noi siamo fatti “solo” a tua immagine e somiglianza e abbiamo ancora bisogno che ci indichi la Via.
Un sorriso Lucia

sabato 14 novembre 2009

La grande scelta







Durante il percorso di “orientamento” sono stati invitati nelle classi terze alcuni studenti della scuola superiore, che hanno illustrato le caratteristiche del loro indirizzo di studi. Si è creata un’atmosfera non solo costruttiva ma anche vivace e diretta: i ragazzi si sono vicendevolmente osservati e hanno ragionato insieme non trascurando aspetti pratici e personali.
E’ seguito poi un momento metacognitivo, sempre utile per evitare che quanto appreso sfugga via. Vi propongo allora alcune delle riflessioni di terza C e rilancio una domanda: e voi, ragazzi delle superiori, come avete vissuto questo incontro?   

Prof. sa Sala

Commento di una allieva di 3C
Durante questa settimana abbiamo avuto modo di capire più approfonditamente come si lavora nei diversi licei, grazie ad un incontro con dei ragazzi di  5^ superiore di tre diversi indirizzi: Liceo Classico,  Liceo Scientifico e  Igea.
Le ragazze del Liceo Classico hanno parlato di greco, latino e spagnolo ma anche di matematica e storia.
Ci hanno detto che si studia molto e che è impegnativo quindi se si vuole scegliere questo indirizzo bisogna avere voglia di applicarsi. Inoltre ho scoperto che, per ottenere dei buoni risultati, bisogna studiare in media quattro ore ogni giorno.
I ragazzi del Liceo Scientifico hanno raccontato di matematica, che diventa più astratta, e di scienze con gli esperimenti che si fanno in laboratorio. Se si vuole optare per questo indirizzo bisogna avere attitudini verso le materie scientifiche.
I ragazzi dell’Igea affrontano prevalentemente materie di economia politica, di diritto e matematica finanziaria di cui ci hanno raccontato schematicamente.
Da questo confronto con i ragazzi delle scuole superiori ho compreso che le mie attitudini e i miei interessi mi avvicinano al Liceo Classico. Infatti sono attratta dalle materie umanistiche che mi aiutano a riflettere sulla derivazione e sul significato delle parole con cui mi esprimo quotidianamente.
Adoro inoltre leggere qualsiasi genere letterario, imparando così nuovi vocaboli e stili  di scrittura con i quali poter poi arricchire i miei scritti.
Un’altra ragione per la quale mi sento attratta dalle materie umanistiche è che lo studio delle stesse mi permette di fare introspezioni attraverso le quali posso scoprire, conoscere e comprendere me stessa.

Commento di un allievo di 3C
La scuola ha organizzato, per noi ragazzi di 3° media, un incontro con degli alunni degli istituti superiori presenti in Collegio. Sono venuti in classe i ragazzi di 5° Superiore, due per ogni istituto (Classico, Scientifico e IGEA), si sono seduti alla cattedra e hanno iniziato a parlare dei loro rispettivi studi.
Osservandoli mi sono reso conto che adesso mi sento grande quando mi muovo nel corridoio delle Medie, ma che l’anno prossimo sarò il più piccolo. E questo mi preoccupa un pochino. Poi alcuni di loro mi hanno colpito per la facilità nell’esporre e per la serenità con cui si sono rivolti a un vero e proprio “pubblico”.
Io sono orientato a scegliere il Liceo Scientifico e questo incontro mi ha dato più certezze. Sentendo parlare i ragazzi delle nuove materie mi è venuta voglia di studiarle e approfondirle. Inoltre non li ho visti né terrorizzati né ossessionati dall’impegno scolastico e questo dimostra, credo, che organizzandosi si può raggiungere qualsiasi obiettivo.
I ragazzi ci hanno anche tranquillizzato perché hanno affermato che la scelta dell’indirizzo può non essere definitiva. Ad esempio un loro compagno dallo Scientifico è passato all’IGEA per poi concludere il suo viaggio all’Alberghiero.
Confrontandoci, è stato molto interessante capire come anche loro siano nella nostra situazione, quella della “scelta”: si trovano infatti davanti al bivio dell’opzione universitaria, momento per certi aspetti anche più importante del nostro.