venerdì 3 ottobre 2014

Dalla Prof. Barbara Cavaletti.
Motivo decorativo in un quadrato, tecnica: collage. 2^ sec. di I grado



mercoledì 10 settembre 2014

Buon inizio anno scolastico

Il blog Villovagando riprende la sua attività. Cercheremo di rendere sempre più attivo e propositivo questo spazio. Scriveteci per aiutarci a capire cosa desiderate venga pubblicato, non abbiate paura di commentare e siate certi che ogni suggerimento sarà preso in esame. Per iniziare abbiamo deciso di riprendere da dove ci eravamo lasciati con un bellissimo viaggio tra le forme e i colori che hanno "lasciato traccia" del passaggio dei nostri alunni. A tutti buon anno scolastico


https://drive.google.com/file/d/0B02CdNWIlJohQWpxdWVVMk5DSEJmb2VCLXRDUFgxeXlYOGVZ/edit?usp=sharing

martedì 1 aprile 2014

Giacomo Leopardi


Un’alunna di terza ha avvicinato l’esperienza di G. Leopardi a quella di molti ragazzi adolescenti, prendendo spunto dalla visione dello spettacolo “Fuori misura”, portato in scena dalla compagnia “Quelli di Grock”.
Prof. Daniela Piazza


Giacomo Leopardi , illustre poeta e intellettuale dell’800, è un personaggio non sempre così facile da comprendere e far conoscere, specialmente a ragazzi non più grandi di quattordici anni. Spesso è un argomento piuttosto pesante e noioso, ma alla visione di questo spettacolo, al quale ho assistito con la scuola, sono certa che chiunque rimarrebbe colpito e affascinato da questo celebre scrittore più di quanto già potesse esserlo. A essere sincera, io, da quando la prima volta in classe ho sentito la storia di Leopardi e conosciuto un po’ meglio ciò che aveva scritto e tutte le sue opere, fin da subito mi sono appassionata, anche se non è il termine più adatto. Tutta questa vicenda che Leopardi vive e racconta nelle sue poesie, la ricerca della felicità in questo mondo marcio, al punto di trovarti a interrogarsi sul perché  della tua esistenza, questo desiderio da autodistruggerti, ma non abbastanza, non abbastanza per farla finita, rimane quella speranza che in fondo è più forte di qualsiasi cosa, è il desiderio di una vita bella e meravigliosa che ti tiene legato ad essa. Ed era proprio questo che Andrea, l’attore dello spettacolo, tentava di esprimerci. Come si è sentito Leopardi, da adolescente, con tutti i suoi complessi e paranoie che ogni giorno lo tormentavano, non lasciandogli mai tregua. E aumentavano. Sempre più. Colpito poi anche da una malattia che purtroppo col passare dei giorni diventava sempre più dolorosa, la sua unica fonte di “salvezza” era lo studio, i libri, sui quali passava il suo tempo, stando lì seduto alla sua scrivania solitario, appuntando i suoi pensieri più profondi. È la sua scalminata voglia di scappare, bloccata e negata che lo rende ancora più pazzo e insofferente, a causa di questo suo sentirsi troppo “fuori misura”, creato dal suo aspetto goffo, buffo, brutto, inarcato, emarginato e sin da piccolo non apprezzato da nessuno. “Fuori misura” il titolo dello spettacolo, chi non si è mai sentito così? Mi è piaciuto questo paragone fatto da Andrea tra Leopardi e noi adolescenti, qualsiasi ragazzo prima o poi si trova così, in questa situazione, si sente sbagliato, diverso, non giusto. Mentre Andrea recitava, in alcuni momenti, mi è sembrato come se si fermasse tutto e raccontasse la storia della mia vita a qualcuno che era già lì pronto a giudicare, come ormai fanno tutti. Pensando che giudicare o addirittura pregiudicare sia una cosa che fa sentire più grande e superiore. Perché ormai chi non discrimina, emargina, prende in giro usando le tue debolezze, bullizza e giudica non può essere nessuno. Benvenuti qui dove tutto è basato su i tuoi averi, su quello che hai, sull’essere o no popolari, sul modo di vestire, di ascoltare musica e sulle cose che fai. Benvenuti qui dove se non si è tutti uguali con determinati aspetti non vali nulla, non sei dentro, non hai i requisiti per essere giusto e accettato dalla società, sei lo -sfigato-. Ed è per questo, a causa degli insulti infondati e le critiche su quei chili di troppo che centinaia di ragazzi, non sentendosi parte del gruppo, iniziano ad autolesionarsi  o c’è chi arriva al peggio: suicidio. Non c’è più nessuno che guarda all’anima, come scrive Leopardi. Sono rimasti in pochi coloro capaci di un amore profondo e eterno, sincero, e leale, come quello che sognano tutte le ragazze da piccole o almeno che sognavano, sono cambiati i tempi e anche le ragazze non sono più quelle di prima. Mi piace la vita di Leopardi, nonostante non sia un granchè, con il suo pessimismo che incolpava qualcosa di diverso ogni volta, ma per qualche strano motivo la trovo davvero dannatamente intrigante e mi prende veramente tanto. Sarà forse perché mi ci rispecchio molto. Mi sento così ogni giorno, NON SONO MAI ABBASTANZA per nessuno.
Rachele

martedì 11 marzo 2014

Interviste storiche

Le ragazze di 2^A hanno fatto un salto indietro nel tempo e hanno incontrato due grandi personaggi storici: la regina Elisabetta I, sovrana d'Inghilterra e il celebre illuminista Voltaire











UNA CHIACCHIERATA STORICA CON...
ELISABETTA I
In questo articolo intervisteremo Elisabetta I, una donna determinata e di carattere che con la sua intelligenza ha lasciato una scia dando il suo nome all'epoca in cui è vissuta : l'eta Elisabettiana.

Una curiosità… i suoi fratelli si sono aperti al protestantesimo e al cattolicesimo, perchè lei ha scelto di sostenere, invece, la chiesa  Anglicana?
Inizialmente il mio desiderio era quello di seguire le orme di mio padre, ma poi ho capito che professare la fede anglicana sarebbe stato anche funzionale per il Paese.

Quando Filippo II le propose di sposarla come mai ha rifiutato?

Pur volendomi sposare ho dovuto rifiutare: era l'unico modo per rimanere indipendente. Una scelta sofferta che però ha portato i risultati sperati.

Come ha fatto a sconfiggere Filippo II ?

Ho usato il cervello costruendo navi più leggere e più facili da manovrare.

Secondo lei per aumentare il prestigio di un Paese, la cultura è importante?

Secondo me è importante perchè arte, scienza e letteratura aprono la mente e cambiano il modo di pensare.

In che modo lei ha cercato di evitare che scoppiassero le guerre religiose?

Ho proseguito la politica di mio padre, riaffermando l'autorità della monarchia sulla Chiesa Anglicana.

Gaia Villa e Letizia Brivio.

UNA CHIACCHIERATA STORICA CON…
VOLTAIRE
Oggi io e la mia amica Alice abbiamo deciso di intervistare uno dei più grandi Illuministi del periodo: VOLTAIRE.
Buongiorno Signor Voltaire, perché lei è un accanito sostenitore della tolleranza e della libertà di conoscenza?
Io credo che perseguitare qualcuno per le sue idee sia una cosa vergognosa, un’azione che viene subito dopo l’assassinare e il tradire il proprio Paese.
Perché ha deciso di diventare illuminista?
Perché volevo migliorare la società del mio Paese, che nel passato aveva reso schiava ed infelice l’umanità.
Perché la società dovrebbe garantire la libertà individuale?
Perché con la libertà la società diventerebbe più prospera e felice.
Come si è sentito ad essere seguito da così tante persone?
Mi sono sentito importante, perché ho rivoluzionato la libertà di pensare, parlare e agire della società.
Secondo lei, le sue idee cambieranno il modo di vivere nel futuro?
Assolutamente sì! Cambieranno sicuramente qualcosa…
Grazie mille per il suo tempo, Signore Voltaire!
Grazie a voi per questo pomeriggio, arrivederci.
Alice Ponte e Giorgia Mele
 


 

 

giovedì 27 febbraio 2014

La città ideale

 
"Dopo aver affrontato in classe il fenomeno dell'urbanizzazione, alcuni ragazzi della IB immaginano la loro città ideale..." Prof. Benedetta Trabattoni
 
Collegandovi a questo link potrete leggere quali sono queste città ideali.
Buona lettura
http://cittaideale.blogfree.net/

venerdì 20 dicembre 2013

L’ ORIGINE DEL NATALE


Di Ginevra Petrongari

La festa del Natale è considerata, quasi in tutto il mondo, la festività più importante dell'anno. Viene celebrata il 25 dicembre e per il popolo cristiano si festeggia la nascita di Gesù Cristo e quindi un momento di grande gioia e unità.
In realtà il Natale ha origini pagane. Ai tempi dell'antica Roma era il giorno dedicato all'adorazione del Dio Mitra, che rappresentava il Sole, ed era appunto legato al passaggio del sole. Successivamente intorno al IV-V secolo d.C., con la diffusione del Cristianesimo, al culto di Mitra è stato sostituito quello di Gesù che anche per i Cristiani rappresenta la luce.
Ai nostri giorni quando si parla del Natale in realtà ci si riferisce ad un periodo di tempo che va dal 24 dicembre al 6 gennaio ed include appunto la Vigilia, il Natale, Santo Stefano, Capodanno e la Befana o Epifania.
Durante il periodo che precede la festività vera e propria per tradizione sia il presepe sia l'albero vengono montati l'8 dicembre, giorno dell'Immacolata, e riposti per l'anno successivo la sera del 6 gennaio. Per le famiglie di tutto il mondo il Natale è l'occasione per riunirsi, mangiare e scambiarsi regali in segno di affetto.
La festa appartiene all'anno liturgico cristiano, in cui si ricorda la nascita di Gesù Cristo, che nella Cristianità occidentale risale al 25 dicembre, mentre nella Cristianità orientale viene celebrato il 6 gennaio. La nascita di Gesù risale dal 10 al 4 a.C.
Il Natale non viene introdotto subito come festa Cristiana, ma bisogna aspettare l'arrivo del Quarto secolo nell'Impero Romano, e più tardi anche nelle zone dell'Oriente.



Prima del Natale Cristiano c'era la festa del Fuoco e del Sole, perchè in questo periodo c'è il solstizio d'inverno, cioè il giorno più corto dell'anno, e da questa data le giornate iniziano ad allungarsi. Nell'antica Roma si festeggiavano i Saturnali in onore di Saturno, dio dell'agricoltura ed era un periodo di pace, nel quale si scambiavano i doni, e si facevano banchetti altezzosi.                Tra i Celti invece si festeggiava il solstizio d'inverno.

Nel 274 d.C. l'imperatore Aureliano decise che il 25 dicembre che  si dovesse festeggiare il Sole. È da queste origini che risale la tradizione del ceppo natalizio ovvero un ceppo che nelle case doveva bruciare per 12 giorni consecutivi e doveva essere preferibilmente di quercia e da come bruciava si prevedeva come fosse l'anno futuro. Il ceppo natalizio nei nostri giorni si è trasformato nelle luci e nelle candele che addobbano case, alberi, e strade.


“Il Natale è quel periodo dell’ anno in cui la gente scende nel rifugio della famiglia.”

Gianni Rodari

“Ho sempre pensato al Natale come ad un bel momento. Un momento gentile, caritatevole, piacevole e dedicato al perdono. L’ unico momento che conosco, nel lungo anno, in cui gli uomini e le donne sembrano aprire consensualmente e liberamente i loro cuori, solitamente chiusi.”

Papa Giovanni XXII